Commemorazioni dell’11 novembre 1918 [fr]

In occasione delle commemorazioni dell’armistizio della Prima Guerra mondiale in Francia e in Italia, si sono svolte diverse cerimonie.

Pederobba :
Il sacrario di Pederobba è stato inaugurato il 27 giugno 1937 in contemporanea all’ossario italiano di Bligny, un monumento funebre nei pressi di Verdun (Francia) dove riposano 3.453 italiani caduti in Francia.
L’architetto Camille Montagne ha ideato una gigantesca muraglia per simboleggiare l’avanzata nemica, arrestata con il sacrificio di questi soldati.

Cyrille Rogeau, console generale di Francia a Milano e il contrammiraglio Bernard Abbo, Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata di Francia in Italia, hanno deposto una corona di fiori al sacrario francese di Pederobba il 4 novembre 2020 in presenza delle autorità locali. Erano presenti, fra gli altri, il sindaco Marco Turato e il prefetto Maria Rosaria Laganà.
Questo ossario veneto raccoglie le spoglie di 1066 soldati francesi morti sul suolo italiano nel 1917 per la riconquista del Monte Tomba.
Una commovente cerimonia ha riunito una cinquantina di persone tra cui alcuni rappresentanti dei veterani italiani. Tutti indossavano con orgoglio il Bleuet de France distribuito dall’Addetto per la Difesa, che ne ha ricordato brevemente il significato e la storia.

Venezia
Il contrammiraglio Bernard Abbo, Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata di Francia in Italia si è recato al cimitero di Venezia il 6 dicembre 2020 per portare dei fiori sulle tombe di 19 soldati francesi caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Nel quadrato militare di questo magnifico cimitero situato sull’isola di San Michele sono sepolti 11 marinai e 8 soldati dell’esercito. Nove di loro morirono nell’ottobre 1916 per l’esplosione di una bomba caduta da un idrovolante - nuova arma per l’epoca- durante la sua messa in mare.

Roma
L’11 novembre, giorno dell’armistizio in Francia, una cerimonia di deposizione di una corona di fiori si è svolta all’ambasciata di Francia, presieduta dall’ambasciatore Christian Masset, in presenza della missione di difesa e di sicurezza interna. In seguito, un omaggio è stato reso al cimitero militare di Monte Mario, a Roma, dove sono sepolti 1700 soldati francesi.

Tra le autorità civili erano presenti i due ambasciatori francesi presso la Santa Sede e presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, l’Ambasciatore del Marocco, un rappresentante consolare eletto della comunità francese, il rappresentante dell’associazione dei veterani, i rappresentanti delle fedi cattolica, musulmana ed ebraica, il principale della scuola superiore Chateaubriand e il direttore dell’Instituto Saint-Dominique.
Tra le fila dei militari presenti si può citare una delegazione di militari francesi presenti a Roma, i rappresentanti delle alte autorità militari italiane di ogni forze armate e dell’Arma dei carabinieri, l’addetto per la difesa del Marocco e un picchetto d’onore della Marina Militare Italiana.
Durante questa cerimonia molto solenne, sono stati annunciati i nomi dei venti soldati francesi morti per la Francia sin dall’11 novembre scorso, seguiti dagli inni nazionali francese e italiano.

Potete leggere qui sotto il discorso dell’ambasciatore Christian Masset:

’’122 anni fa, nell’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese dell’anno 1918, la Prima guerra mondiale giungeva al termine, con un terribile bilancio: milioni di morti, civili e soldati; paesi e popoli devastati.

Oggi ricordiamo insieme.
Ricordiamo mentre stiamo attraversando un’ulteriore prova, anche essa devastante, che ci ostacola, che ci rinchiude.

E’ un motivo in più per cui dobbiamo essere qui, per riaffermare, in questa sobrietà, la nostra fedeltà alla memoria. In questi giorni, siamo stati anche nei nostri grandi cimiteri francesi, a Venafro o a Pederobba in Veneto. E abbiamo ovviamente un pensiero anche per i 5mila soldati italiani che giacciono nelle necropoli francesi.
Questa sera, come a chiudere il ciclo del centenario, le ceneri di Maurice Genevoix entreranno nel Panthéon. In quanto soldato, ferito in guerra, scrittore, ha condiviso il destino e tramandato la memoria di ’Quelli di ‘14’. Entrano tutti, insieme a lui, nel massimo luogo della nostra riconoscenza.

Ascoltiamolo:
Pietà per i nostri soldati caduti! Pietà per noi vivi che gli eravamo affianco, per noi che combatteremo domani, noi che moriremo, che soffriremo nelle nostre carni mutilate! Pietà per noi… tutti che eravamo uomini e che disperiamo di poter tornare un giorno uomini.”

Attorno a noi, in questa bella mattina di novembre, 1700 tombe ci circondano. Alcune hanno la mezzaluna, altre la croce oppure la stella di David, altre ancora non hanno nessun segno distintivo. Ci rivolgono un messaggio. Nella diversità tra le persone, le loro fedi, le loro convinzioni, la loro vita, questi uomini caduti per la Francia hanno combattuto per un ideale comune: la libertà. Hanno combattuto insieme. Il loro sacrificio di ieri è la nostra libertà di oggi. E’ nostra cura difenderla ancora oggi, quando i nostri valori vengono attaccati. Opponiamoci all’odio e al terrorismo.

‘’Ogni giorno era come una rinascita’’, scriveva Maurice Genevoix.

Che questo giorno così particolare ci ispiri e ci dia la forza di agire.’’

Ultime modifiche: 12/11/2020

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