Comunicato dei ministri degli Affari esteri di Francia, Germania e Regno Unito (20.08.20) [fr]

Il 20 agosto 2020, gli Stati Uniti d’America hanno inviato una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (CSNU), chiedendo di attivare il meccanismo dello « snapback », che permette ad un partecipante al Piano d’azione congiunto globale (PACG, in inglese JCPoA) di ricercare il ripristino delle sanzioni multilaterali contro l’Iran, sospese nel 2015 conformemente alla risoluzione 2231 adottata dal CSNU.

La Francia, la Germania e il Regno Unito (“i P3”) notano che gli Stati Uniti d’America hanno cessato di essere partecipanti al PACG in seguito al loro ritiro dall’accordo l’8 maggio 2018.

La nostra posizione rispetto alla validità della notifica americana a titolo della risoluzione 2231 è stata in questo senso comunicata chiaramente alla presidenza e a tutti i membri del CSNU.

Non possiamo pertanto sostenere questa iniziativa, che è incompatibile con i nostri sforzi attuali di sostegno al PACG.

La Germania, la Francia e il Regno Unito (“i P3”) sono determinati a preservare i processi e le istituzioni che costituiscono i fondamenti del multilateralismo. Il nostro obiettivo rimane quello di preservare l’autorità e l’integrità del CSNU. Esortiamo tutti i membri del CSNU ad astenersi da ogni azione che accentuerebbe le divisioni al suo interno o che avrebbe gravi conseguenze sul suo lavoro.

Restiamo impegnati a favore del PACG nonostante le sfide maggiori generate dal ritiro degli Stati Uniti. Siamo convinti di dover trattare la questione dell’inosservanza sistematica da parte degli iraniani dei loro impegni in virtù del PACG nell’ambito di un dialogo tra i partecipanti all’accordo, in particolare all’interno della Commissione congiunta, e nell’ambito del meccanismo di risoluzione delle controversie. Al fine di preservare l’accordo, esortiamo immediatamente l’Iran a rivedere tutte le sue azioni incompatibili con i suoi oneri nucleari e a ritornare tempestivamente al loro pieno rispetto.

Come abbiamo già sottolineato, in particolare nella nostra dichiarazione del 19 giugno, siamo vivamente preoccupati delle conseguenze per la sicurezza regionale della scadenza programmata dell’embargo delle Nazioni Unite sulle armi classiche, tenendo conto in particolare delle attività destabilizzatrici dell’Iran, che proseguono senza sosta. Siamo determinati a fornire risposte adeguate a queste sfide e continueremo a lavorare con tutti i membri del CSNU e le parti implicate, al fine di trovare delle soluzioni che preservino le possibilità d’azione diplomatica. I nostri sforzi continueranno ad essere guidati dalla volontà di preservare l’autorità e l’integrità del CSNU e di lavorare in favore della sicurezza e della stabilità regionali.

Ultime modifiche: 21/08/2020

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