Conferenza stampa di M. Jean-Marc Ayrault sul Brexit [fr]

Unione europea - Brexit - Conferenza stampa di M. Jean-Marc Ayrault, ministro degli affari esteri e dello sviluppo internazionale - Parigi, 29 marzo 2017

« Signore, Signori

Tengo ad esprimermi qui, nel Salon de l’Horloge del Quai d’Orsay il giorno in cui la Prima ministra britannica ha indirizzato ufficialmente la sua notifica, con lettera in base all’articolo 50 del Trattato europeo, che il Regno Unito desidera lasciare ufficialmente l’Unione Europea. Chiaramente, non è una sorpresa poiché è stato un avvenimento annunciato, ma non è per questo un evento meno banale.

Come ho avuto occasione di dirlo ancora sabato scorso, la Brexit ha sollevato un tabù, in qualche sorta, quello dell’irreversibilità della construzione europea. Al contempo, questa lettera arriva dopo il 60° anniversario del Trattato di Roma che ha dato luogo all’adozione di una dichiarazione forte dei 27 membri dell’Unione Europea.

Se tale tappa di notifica era attesa, essa ha un vantaggio. Apporta chiarezza. Da una parte, la volontà del popolo britannico verrà rispettata; dall’altra spetta ai 27 Stati membri dell’Unione Europea di mettere in atto la loro volontà comune di rinforzare l’Unione Europea ed è lo spirito della dichiarazione di Roma varata sabato scorso.

Se lo faccio qui, dal Salon de l’horloge, è perché spero di poter indirizzare un messaggio, che è una convinzione. L’interesse della Francia e degli europei è di continuare insieme quello che hanno costruito pazientemente. E tutto cio’ è cominciato qui, in questa sala, con la dichiarazione di Robert Schuman, ministro degli affari esteri, il 9 maggio 1950. Era cinque anni dopo la guerra, in un contesto difficile. Ed era innanzitutto un messaggio di riconciliazione e una mano tesa alla Germania. Questa mano è stata accolta e ha permesso questa prima tappa della costruzione europea che è stata la Comunità europea del Carbone e dell’Acciaio, poi, qualche anno più tardi, il trattato di Roma ci ha portato qui dove siamo. Questa forza, questa unione, più che mai in questo contesto instabile nel quale viviamo, deve essere riaffermata con convinzione e forza.

Pertanto, è con questo spirito che intraprenderemo questa nuova tappa della storia della costruzione europea.

Nei negoziati che si aprono con il Regno Unito, cio’ che conta per la Francia è l’unità dei 27 nella loro determinatezza a difendere l’interesse europeo nel negoziato che verrà. Questa unità si basa su principi comuni. Li abbiamo identificati.

Prima di tutto, questi negoziati devono essere ordinati, metodici e condotti dalla Comissione, con un negoziatore che è stato designato, Michel Barnier, in base agli orientamenti e al mandato che sarano dati dal Consiglio europeo e dal Consiglio fra qualche settimane.

E poi bisogna ricordare anche un principio, è il carattere indivisibile delle quattro libertà che riguardano la circolazione dei beni, dei capitali, dei servizi e delle personne nell’Unione europea, nell’ambito del mercato unico. Infine, è il rifiuto di un’Europa à la carte, dove sarebbe possibile di prendere e di lasciare a seconda delle proprie preferenze o dei propri interessi. L’Unione europea, è un equilibrio. E’ un equilibrio tra i diritti e gli obblighi. L’uno non va senza l’altro e, ho avuto più volte occasione di dirlo, non ci sarà un « cherry picking », non ci sarà un’Europa à la carte. E bisogna astenersi da questa linea.

Dunque, la Francia giunge dinanzi questi negoziati con uno spirito chiaro e sereno.

Saranno in effetti dei negoziati difficili ma bisogna avviarli in modo costruttivo e rispettoso del Regno-Unito e non è assolutamente nel nostro spirito di volere punire un paese che ha votato come voleva. Il Regno-Unito ha votato e il Regno-Unito ha deciso di uscire. La lettera di Teresa May è chiara. Bisogna basare tali negoziati sulla chiarezza. Il che non significa che su molte domande – penso alla sicurezza – la cooperazione con il Regno-Unito cesserà. Continuerà ed è necessaria. Ma il Regno-Unito sa benissimo che lasciare l’Unione europea comporta delle conseguenze che bisogna assumere. E’ quello che Teresa May riconosce lei stessa nella lettera che ha mandato al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

E’ quindi in uno spirito di responsabilità che sarà possibile fare arrivare questi negoziati di separazione che, in virtù dell’articolo 50, dovrà essere compiuto nell’arco di due anni. Tra l’altro, in questi due anni, avremo un appuntamento che è quello delle prossime elezioni al Parlamento europeo. E’ dunque auspicabile che questi negoziati non si prolungano.

Dopo i negoziati , ce ne sarano altri : quelli dell’organizzazione delle future relazioni tra l’Unione europea dei 27 e il Regno-Unito.

Ecco, Signore e Signori, il punto di vista della Francia. Grazie»./.

Fonti: Sito Ministero degli affari esteri e dello sviluppo internazionale

Ultime modifiche: 07/04/2017

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