Cortile [fr]

Al pianoterra il cortile rispecchia molto fedelmente l’ispirazione antica di Sangallo. Le arcate e le colonne sono una replica di quelle del Teatro di Marcello, scoperto alla stessa epoca. Inizialmente era previsto che si ripetessero anche ai due piani superiori, formando così delle logge in tutti i piani.

Ma tra il 1546 e il 1549, Michelangelo chiude le logge dei due corpi laterali al primo piano e ritma la facciata all’ultimo piano con pilastri in stile rinascimentale. Il suo fregio di ghirlande di frutti e maschere sembra quasi “burlarsi” del primo fregio di Sangallo contraddistinto da motivi antichi di trofei e d’armi. Michelangelo sostituisce anche i frontoni triangolari con frontoni semicircolari. L’architetto conserva nel prospetto la sovrapposizione dei tre ordini architettonici: dorico, ionico e corinzio.

La simmetria che si può adesso osservare nel cortile risale all’Ottocento, quando in occasione della visita del re di Napoli, nel 1818, vengono chiuse le due logge rimaste al primo piano.

La bicromia del pavimento del cortile non è casuale : si rifarebbe ai mosaici antichi a figure nere su fondo bianco ritrovati durante gli scavi sotto al palazzo.

L’eteroclita composizione immaginata da Antonio Cipolla, a partire da alcuni frammenti provenienti da diverse rovine romane, consente d’altronde di capire come nell’Ottocento erano utilizzati gli elementi antichi.

Ultime modifiche: 19/12/2018

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