Dichiarazione congiunta dei ministri degli Affari Esteri di Francia, Germania e Regno Unito sul Piano di azione globale comune (14 gennaio 2020) [fr]

Noi, ministri degli Affari Esteri di Francia, Germania e Regno Unito, condividiamo con i nostri partner europei interessi fondamentali di sicurezza comune. Uno di questi consiste nel far rispettare il regime di non proliferazione nucleare e garantire che l’Iran non possa mai procurarsi l’arma nucleare. Il Piano di azione globale comune (JCPoA) ha un ruolo essenziale a questo proposito, così come i nostri capi di Stato e di governo hanno appena riaffermato senza ambiguità. Il JCPoA è una conquista fondamentale della diplomazia multilaterale e dell’architettura internazionale di non proliferazione. Abbiamo negoziato il JCPoA con la convinzione che questo avrebbe contribuito in modo decisivo a rafforzare la fiducia nella natura esclusivamente pacifica del programma nucleare dell’Iran, nonché alla pace e alla sicurezza internazionali.

Insieme, abbiamo espresso in modo inequivocabile il nostro rammarico e le nostre preoccupazioni in seguito alla decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal JCPoA e di imporre di nuovo delle sanzioni all’Iran. Da maggio 2018, abbiamo operato insieme per preservare questo accordo. Gli E3 hanno realizzato integralmente i loro impegni a titolo del JCPoA, soprattutto il ritiro delle sanzioni previsto ai termini dell’accordo. Oltre al ritiro di tutte le sanzioni, richiesto dai nostri impegni a titolo dell’accordo, abbiamo operato senza sosta per sostenere gli scambi commerciali legittimi con l’Iran, in particolare grazie al veicolo speciale INSTEX.

In seguito all’annuncio fatto dall’Iran, nel maggio 2019, che avrebbe cessato di rispettare alcuni dei suoi impegni a titolo del JCPoA, abbiamo cercato di persuaderlo a cambiare orientamento. Gli E3 hanno raddoppiato gli sforzi per rispondere alle inquietudini dell’Iran e riportarlo al rispetto dei suoi impegni a titolo dell’accordo sul nucleare. Abbiamo anche sostenuto gli sforzi diplomatici quali l’iniziativa della Francia che mirava a portare l’Iran e gli Stati Uniti al tavolo dei negoziati per arrivare ad una soluzione globale negoziata. Gli E3 rimangono totalmente impegnati in questo sforzo diplomatico e hanno l’intenzione di riprenderlo non appena le condizioni lo permetteranno.

Tuttavia, l’Iran ha continuato da allora a svincolarsi dai limiti importanti fissati dall’accordo. Le azioni dell’Iran non sono conformi alle disposizioni dell’accordo sul nucleare e hanno delle implicazioni sempre più gravi e irreversibili in materia di proliferazione.

Noi non accettiamo la tesi secondo cui l’Iran sarebbe autorizzato a cessare parzialmente la realizzazione dei suoi impegni a titolo del JCPoA. Contrariamente alle sue dichiarazioni, l’Iran non ha mai innescato il meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dal JCPoA e non ha alcun fondamento in termini giuridici per mettere fine all’attuazione delle disposizioni dell’accordo.

Insieme all’Alto Rappresentante dell’Unione europea, abbiamo dichiarato pubblicamente le nostre preoccupazioni l’11 novembre scorso. Durante la Commissione congiunta del 6 dicembre, abbiamo chiaramente notificato all’Iran che se non avesse fatto un passo indietro, non avremmo avuto altra scelta che quella di prendere delle misure nell’ambito del JCPoA, ricorrendo soprattutto al meccanismo della risoluzione delle controversie.

Invece di fare un passo indietro, l’Iran ha scelto di limitare ancora di più la realizzazione delle disposizioni del JCPoA e ha annunciato il 5 gennaio che non avrebbe più rispettato « l’ultimo elemento essenziale dei limiti posti dall’Accordo, cioè la limitazione del numero di centrifughe » e che il suo programma nucleare « non sarebbe stato più sottoposto ad alcun limite operativo », trattandosi in particolare dell’arricchimento e delle attività che vi sono legate.

Non abbiamo più altra scelta, visto le misure prese dall’Iran, che esporre oggi le nostre preoccupazioni relative al fatto che l’Iran non rispetti i suoi impegni a titolo del JCPoA e di rivolgerci alla Commissione congiunta nell’ambito del meccanismo di risoluzione delle controversie, conformemente alle disposizioni del paragrafo 36 del JCPoA.

Così facendo, i nostri tre paesi non coincidono con la campagna che mira ad esercitare una pressione massima contro l’Iran. Noi agiamo in totale buona fede con l’obiettivo primario di proteggere l’accordo e nella sincera speranza di trovare una soluzione per uscire dall’impasse attraverso un dialogo diplomatico costruttivo, pur restando nel suo ambito. Speriamo di ricondurre l’Iran al pieno rispetto dei suoi impegni a titolo del JCPoA.

La Francia, la Germania e il Regno Unito esprimono ancora una volta il loro impegno per il JCPoA e la loro determinazione ad operare con tutte le parti interessate a preservarlo. Restiamo convinti che questo accordo multilaterale internazionale storico e il suo contributo in materia di non proliferazione servano ai nostri interessi comuni di sicurezza e rafforzino l’ordine internazionale basato sulle regole.

Siamo riconoscenti alla Federazione della Russia e alla Repubblica Popolare della Cina, con le quali restiamo in stretto contatto, di unirsi a noi nel nostro sforzo comune per proteggere il JCPoA. Ringraziamo anche l’Alto Rappresentante dell’Unione europea per la mediazione che continua a esercitare a questo proposito.
Alla luce dei recenti avvenimenti, è ancora più importante non aggiungere una crisi di proliferazione nucleare all’escalation che minaccia tutta la regione.

Ultime modifiche: 14/01/2020

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