Dichiarazione del Presidente Hollande al 60e anniversario dei Trattati di Roma

DICHIARAZIONE ALLA STAMPA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AL VERTICE DEL 60° ANNIVERSARIO DEI TRATTATI DI ROMA

Roma, 25 marzo 2017

Questa cerimonia non era solo retrospettiva, non era soltanto per sottolineare ciò che l’Europa aveva portato: la pace, la prosperità per molti, la riunificazione del continente, la capacità di forgiare una moneta unica, l’avvio di un grande mercato, la potenza economica prima al mondo. No, questa cerimonia aveva un senso particolare rispetto alle sfide e alle minacce che abbiamo di fronte.

Siamo più forti insieme o staremmo meglio divisi e separati? Bene, ecco la risposta che doveva essere data. Saremo più forti insieme per affrontare il terrorismo, per scongiurare i conflitti che sono alle nostre porte, per portare un messaggio di apertura al mondo attraverso scambi che devono essere regolamentati.

Saremo più forti insieme affinché il pianeta possa essere protetto, affinché possiamo preservare il nostro ambiente. Saremo più forti insieme per garantire le industrie del futuro, saremo più forti insieme anche per lottare contro il ritorno degli imperi, delle tentazioni d’influenza, delle pressioni che vengono dall’estero. Saremo più forti insieme per lottare contro il nazionalismo, l’estremismo, tutto ciò che riporta alla causa di tanto dolore, di tante separazioni e guerre. Sì, siamo decisi a essere più forti insieme!

E questo messaggio, sarà valido per gli anni a venire e il fatto che tutti i paesi – anche se non sono necessariamente d’accordo su tutto – abbiano firmato questa dichiarazione, con l’idea che gli Stati che vorranno andare più veloci possano farlo, che l’Europa possa rimanere unita ma con ritmi differenti, era anche un’idea che avevo in mente e che è stata presa in considerazione nella dichiarazione.

Ecco perché non è un anniversario come gli altri, perché la vita non si ferma agli anniversari. La vita continua, la vita è un processo e oggi i francesi devono sapere che, con l’Europa, possono essere più grandi, possono essere più forti e possono essere più ascoltati.

Ed è la ragione per la quale volevo che la Francia potesse essere parte integrante, completamente parte integrante di questa dichiarazione. Perché la Francia è attesa anche nella scadenza in arrivo, parlo delle prossime elezioni.

Giornalista: Signor Presidente, l’Europa è al centro del programma di molti candidati, alcuni sono pro, alcuni sono per lasciarla. Chi sono coloro a cui si sente più vicino e che sono capaci di difendere nel modo migliore questo messaggio oggi a Roma?

IL PRESIDENTE: Ci sono alcuni che vogliono lasciare l’Europa. Ebbene, che dimostrino ai francesi che sarebbe meglio stare da soli! Che si potrebbe lottare contro il terrorismo senza il coordinamento indispensabile sul piano europeo! Che si potrebbero proteggere le nostre frontiere senza avere la guardia costiera là dove ci sono degli arrivi di migranti o di rifugiati, che dimostrino che senza la moneta unica, senza il grande mercato ci sarebbero più posti di lavoro, più attività, un potere d’acquisto migliore!

Non potranno dare questa dimostrazione perché questa è impossibile, perché il ritorno a una moneta nazionale comporterebbe una svalutazione e una perdita di potere d’acquisto; perché la chiusura delle frontiere comporterebbe una perdita di posti di lavoro; perché il nazionalismo comporterebbe la recrudescenza dei conflitti; perché il protezionismo sarebbe ancora una causa di difficoltà per molti dei nostri compatrioti – e lo si vede attraverso esperienze che esistono in un paese dall’altra parte dell’Atlantico.

Allora sì! Io sono favorevole che questo dibattito possa aprirsi. E ho condotto da 5 anni una politica che facesse sì che l’Europa dovesse cambiare. E’ cambiata. Che l’Europa dovesse progredire, è progredita. Doveva risolvere i suoi problemi, doveva mantenere la Grecia nella zona euro, doveva essere capace di rilanciare l’economia attraverso un piano d’investimenti, abbiamo fatto l’Unione bancaria.

Ecco, l’Europa progredisce e deve progredire ancora più velocemente perché i problemi sono qui e non si può risolvereli solo immaginando che mettendo del filo spinato, dei muri, delle frontiere con torrette ci potremo proteggere da tutto ciò che viene dal resto del mondo. No! Se vogliamo che il mondo cambi, è necessario che l’Europa sia più forte e che la Francia faccia del tutto la sua parte in quest’Europa.

Giornalista: Signor Presidente, Theresa MAY le è mancata?

IL PRESIDENTE:
È lei che ha scelto di non essere qui. Voglio dire, è lei, sono gli inglesi che hanno scelto. Non sono più in quest’avventura, hanno scelto un’altra strada, ma dobbiamo rimanere in buoni rapporti.

La Francia è molto legata al Regno Unito, abbiamo degli accordi soprattutto in materia di difesa, abbiamo molti cittadini francesi che vivono nel Regno Unito. Quindi è una scelta sovrana ma allo stesso tempo faremo in modo che non sia a scapito dell’Europa e che il Regno Unito rimanga un partner dell’Unione, ma ne pagherà necessariamente le conseguenze poiché è la scelta che è stata fatta.

Grazie.

Ultime modifiche: 06/09/2017

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