Facciata principale [fr]

La creazione della facciata fu affidata a Antonio da Sangallo il Giovane, primo architetto del Palazzo. Essa, alta 29 metri con una larghezza di 57 metri, fatta di mattoni e travertino, viene completata alla morte di Paolo III nel 1549.

Michelangelo, che prosegue l’opera del Sangallo nel 1546, aveva già disegnato il grande cornicione che corona la facciata. Composta da una larga fascia di fior di giglio, nasconde in modo elegante il tetto. L’architetto introduce altre modifiche aprendo la finestra centrale, inquadrandola con quattro colonne verde antico al primo piano. Inserisce lo stemma pontificio sormontato dalle chiavi e dalla tiara. Due altri stemmi saranno aggiunti nel XIX secolo: quello del cardinale Ranuccio Farnese e quello del duca di Parma, Ottavio Farnese.

La facciata, restaurata in occasione del Giubileo del 2000, è indubbiamente molto vicina a quella del Cinquecento. Sotto una spessa patina nera, il restauro ha riportato alla luce una facciata caratterizzata da colori luminosi e un sistema decorativo di mattoni rossi con disegni geometrici irregolari. La piazza stessa e la via dei Baullari sono state realizzate in funzione del palazzo, tra il 1536 e il 1545, dopo l’acquisto e la demolizione delle case che occupavano il sito. Due grandi vasche di marmo, provenienti delle terme di Caracalla, furono trasformate in fontane dai Farnesi.

La facciata mette in risalto il giglio, emblema araldico dei Farnese – e in realtà più vicino all’iris, come nel caso dei gigli della monarchia francese o del giglio fiorentino. Questo emblema è spesso richiamato all’interno del palazzo, a volte isolato come motivo decorativo, altre volte sotto forma dello stemma di famiglia : “d’oro con sei gigli azzurri” - sui pavimenti, sui camini, e persino sui soffitti a cassettoni. Oltre al giglio, altri motivi appaiono frequentemente nel palazzo, insegne o imprese, figure allegoriche. L’unicorno, simbolo di purezza e di guarigione, è l’insegna più utilizzata dai Farnesi dopo Paolo III; è presente in diversi punti: sulla volta dell’anticamera, in uno dei fregi del cortile, nella galleria dei Carracci (sia nella decorazione in stucco che negli affreschi).

Ultime modifiche: 03/01/2019

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