Galleria dei Carracci [fr]

Famosa per i suoi affreschi, la galleria porta il nome dei fratelli Annibale e Agostino Carracci, originari di Bologna, autori dell’opera eseguita tra 1597 e 1608. Era anche un luogo di passeggiata privata e di rappresentanza del Palazzo: nelle nicchie erano esposte delle statue antiche.

La decorazione della volta sarebbe stata commissionata in vista del matrimonio di Ranuccio Farnese con Margherita Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII. Rinnovando profondamente il genere della grande decorazione, la galleria instaura un rapporto nuovo tra poesia e pittura. La complessità dell’impresa decorativa in una galleria stretta (lunga 20 metri e larga 7) è superata dalla creazione di un’architettura finta, visibile dal balaustro presente agli angoli. Per un gioco di materia il procedimento del trompe-l’oeil sovrappone scultura, pittura e architettura: gli atlanti monocromi sembrano di marmo; i medaglioni imitano il bronzo; e le finte tavole, dette “quadri riportati”, appaiono poggiate alla volta. Aldilà dei giochi ottici e di prospettiva, i grandi maestri del Rinascimento sono celebrati dagli artisti
bolognesi: Raffaello, con l’inserimento della storia di Galatea, e Michelangelo e le meraviglie della Cappella Sistina, attraverso gli “ignudi”, uomini nudi che ritmano la struttura della composizione. Le pareti sono in gran parte l’opera degli allievi dei Carracci tra cui il Domenichino, autore 
dell’affresco della Vergine dell’unicorno. La galleria di Palazzo Farnese, decorata principalmente da Annibale, è considerata ancora oggi come il suo capolavoro. Essa costituisce, agli occhi degli specialisti, la più perfetta conclusione di un secolo e mezzo d’innovazioni pittoriche in Europa, prima della nascita delle grandi correnti artistiche del Seicento.

La volta rappresenta il tema degli Amori degli Dei attraverso soggetti mitologici provenienti dalle Metamorfosi d’Ovidio. L’affresco centrale celebrerebbe l’unione di Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini rappresentati con i tratti di Bacco e Arianna. In filigrana, esso simbolizza la consacrazione dell’Amore terrestre (personificato dalla donna sdraiata in basso a destra) e dell’Amore celeste (Arianna rappresentata come Venere).

Ultime modifiche: 19/12/2018

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