Iniziativa per l’Europa, un’Europa sovrana, unita, democratica [fr]

Martedì 26 settembre, Emmanuel Macron ha presentato alla Sorbonna le sue proposte per rifondare l’Europa sotto il titolo "Iniziativa per l’Europa, un’Europa sovrana, unita, democratica".

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Martedì 26 settembre, Emmanuel Macron ha presentato alla Sorbonna le sue proposte per rifondare l’Europa sotto il titolo "Iniziativa per l’Europa, un’Europa sovrana, unita, democratica".

Dinanzi alle grandi sfide del nostro tempo – la difesa e la sicurezza, le grandi migrazioni, lo sviluppo, il cambiamento climatico, la rivoluzione digitale, la regolamentazione di un’economia globalizzata – i paesi europei hanno saputo trovare i mezzi di difendere i propri interessi, i propri valori, di garantire ed adattare il loro modello democratico e sociale unico al mondo ? Possono accettare le sfide da soli ?

Non possiamo permetterci di tenere le stesse politiche, le stesse abituditi, le stesse procedure, lo stesso budget. Non possiamo ancora scegliere la via del ripiego nazionale.

L’unica via che assicura il nostro avvenire è la rifondazione di un’Europa sovrana, unita e democratica.

Un’Europa sovrana

Le sei chiavi della sovranità europea:

1. Un’ Europa che garantisca la sicurezza in tutte le sue dimensioni

  • In materia di difesa, l’Europa deve darsi una forza comune d’intervento, un budget di difesa comune e una dottrina comune per agire. E’ necessario incoraggiare la realizzazione al più presto di un Fondo europeo di difesa, della cooperazione strutturata permanente e di completarne tramite una iniziativa europea d’intervento che permetta di integrare meglio le nostre forze armate in tutte le tappe.
  • Nella lotta al terrorismo, l’Europa deve assicurare il riavvicinamento delle nostre capacità di intelligence creando un’Accademia europea di intelligence.
  • La sicurezza deve essere assicurata, insieme, in tutte le sue dimensioni: bisogna dotare l’Europa di una forza comune di protezione civile.

2. Un’ Europa che risponda alla sfida migratoria

  • Dobbiamo creare uno spazio comune di frontiere, di asilo e di migrazioni per gestire in modo efficace le nostre frontiere, accogliere dignitosamente i rifugiati, integrarli realmente e rimpatriare coloro che non hanno i requisiti per il diritto di asilo.
  • Dobbiamo creare un Ufficio europeo dell’asilo, che possa accellerare e armonizzare le nostre procedure, realizzare delle schede interconnesse e documenti d’identità biometrici sicuri, stabilire progressivamente una polizia di frontiera europea che garantisca una gestione rigorosa delle frontiere e che assicuri il ritorno di coloro che non possono restare ; finanziare un largo programma europeo di formazione e d’integrazione per i rifugiati.

3. Un’Europa rivolta verso l’Africa e il Mediterraneo

  • L’Europa deve avere una politica estera centrata su alcune priorità : innanzitutto il Mediterraneo e l’Africa.
  • Essa deve sviluppare un nuovo partnership con l’Africa, fondato sull’educazione, la salute e la transizione energetica.

4. Un’Europa modello di svipuppo sostenibile

  • L’Europa deve essere il capo fila per una transizione ecologica efficace ed equa.
  • Deve favorire gli investimenti in tale transizione (trasporto, alloggi, industria, agricultura…) dando il giusto prezzo al carbonio : attraverso un prezzo minimo significativo all’interno delle sue frontiere, attraverso una tassa carbonio europea alle frontiere per assiruare equità tra i suoi produttori e i loro concorrenti.
  • L’Europa deve creare un programma industriale di sostegno ai veicoli non inquinanti e alle infrastrutture necessarie (zone di ricarica…).
  • Deve assicurare la propria sovranità alimentare, riformando la politica agricola comune e mettendo una forza comune di controllo che assicuri la sicurezza alimentare degli europei.

5. Un’Europa dell’innovazione e della regolamentazione adeguate al mondo digitale

  • L’Europa deve gestire e non subire questa trasformazione promuovendo il suo modello di globalizzazione combinando innovazione e regolamentazione.
  • Deve creare un’ Agenzia per l’innovazione di rottura, finanziando in comune campi di ricerca nuovi, quale l’intelligenza artificiale o altri inesplorati.
  • Deve assicurare l’equità e la fiducia nella trasformazione digitale, ripensando i sistemi fiscali (tassazione delle imprese digitali) e regolamentando le grandi piattaforme.

6. Un’Europa come potenza economica e monetaria

  • Dobbiamo fare della zona euro il cuore della potenza economica dell’Europa nel mondo.
  • Assieme alle riforme nazionali, l’Europa deve darsi strumenti che ne facciano una zona di crescita e di stabilità, ovvero un budget che permetta di finanziare investimenti comuni e assicurare la stabilità dinanzi agli chock economici.

Un’Europa unita

1. Una solidarietà concreta grazie alla convergenza sociale e fiscale

  • Dobbiamo incoraggiare la convergenza dentro tutta l’Unione fissando i criteri che riavvicinino progressivamente i nostri modelli sociali e fiscali. Il rispetto di tali criteri deve condizionare l’accesso ai fondi di solidarietà europei.
  • Sul piano fiscale, è necessario definire un corridoio di tasse d’imposta sulle società, sul piano sociale, bisogna garantire a tutti un salario minimo, adattato alla realtà economica di ogni paese e inquadrare la concorrenza attraverso i livelli di contributi sociali

2. Il cemento della cultura e del sapere

  • Creare un sentimento di appartenenza è il cemento più solido d’Europa.
  • Dobbiamo rafforzare gli scambi, perché ogni giovane europeo abbia passato almeno 6 mesi in un altro paese europeo (50% di una classe di età nel 2024), che ogni studente parli due lingue europee all’orizzonte 2024.
  • Dobbiamo creare delle Università europee, delle reti di università che permettano di studiare all’estero e di seguire dei corsi in almeno due lingue. Al liceo dobbiamo instaurare un processo di armonizzazione o di riconoscimento naturale dei diplomi della scuola media (come all’Università).

Un’Europa democratica

La rifondazione europea non si costruirà al riparo dei popoli, ma associandoli dall’inizio a questa road map.

1. La necessità del dibattito: le convenzioni democratiche

  • Per 6 mesi, dei dibattiti nazionali e locali, sulla base di domande comuni, saranno organizzati nel 2018 in tutti i paesi dell’UE volontari.

2. Il rafforzamento del Parlamento europeo: le liste transnazionali

  • Dal 2019, utilizzando la quota dei deputati britanicci uscenti, dobbiamo creare delle liste transnazionali che permettano agli Europei di votare per un progetto coerente e comune.

Quale Europa nel 2024?

1. L’Unione europea, il nostro quadro comune

  • L’UE definisce il nostro zoccolo comune, fondato su (i) valori democratici comuni, non negoziabili ; (ii) un mercato unico più semplice e più protettore, associato ad una politica commerciale rifondata (in tre direzioni: la trasparenza nei negoziati e l’attuazione degli accordi commerciali ; l’esigenza sociale e ambientale ; la reciprocità, con un procuratore commerciale europeo incaricato di sorvegliare il rispetto delle regole dai nostri concorrenti e di punire ogni pratica sleale).
  • Se permette delle differenzazioni ambiziose, tale Unione potrà allagargarsi progressivamente ai paesi dei Balcani occidentali
  • Per questo, dovrà riformare le sue istituzioni, con una Commissione più stretta (15 membri).

2. La differenziazione tramite l’ambizione

  • In questa unione, quelli che vogliono andare più lontano, più veloci, lo devono fare senza esserne ostacolati. Le cooperazioni saranno sempre aperte a tutti, sull’unico criterio del livello di ambizione conidivisa, senza formato predefinito.

3. L’impulso franco-tedesco

  • Di fronte a queste sfide, l’impulso franco-tedesco sarà decisivo. “Perché non darsi l’obiettivo, all’orizzone 2024, di integrare totalmente i nostri mercati applicando le stesse regole alle nostre imprese, del diritto degli affari al diritto dei fallimenti?’’.
  • Tale spirito pionieristico e concreto, è quello del Trattato dell’Eliseo, del quale la Francia propone di iniziare una revisione traducendo una nuova ambizione comune.

4. Il gruppo della rifondazione europea

  • Tutti gli Stati che aderiscono a tale volontà potranno lanciare nelle prossime settimane un "gruppo di rifondazione europea".
  • Tale gruppo accoglierà i rappresentanti di ogni Stato-membro volontario e associerà le istituzioni europee.
  • All’orizzonte dell’estate 2018, lavorerà per precisare e proporre misure che attueranno tale ambizione, nutrendosi dei dibattiti delle convenzioni democratiche. Tema dopo tema, gli strumenti necessari alla rifondazione (cooperazione rafforzata, cambio da trattato a termine...) verranno esaminati.
«Il tempo in cui la Francia si propone è tornato. Penso in questo momento a Robert Schuman, il 9 maggio 1950, a Parigi, osando proporre di costruire l’Europa.

Penso alle sue avvincenti parole: "L’Europa non è stata fatta, abbiamo avuto la guerra".»

Emmanuel Macron, 26 settembre 2017


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Ultime modifiche: 20/10/2017

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