Protocollo di cooperazione con la comunità di Sant’Egidio [fr]

Diritti dell’Uomo – Firma di un protocollo di cooperazione con la comunità di Sant’Egidio - Intervento di Jean-Marc Ayrault, ministro degli Affari Esteri e dello Sviluppo Internazionale (Parigi, 18/04/2017)

Grazie della vostra presenza, Signor Presidente della comunità di Sant’Egidio, Caro Marco Impagliazzo

Signora Valérie Régnier, Responsabile di Sant’Egidio per la Francia,

Signore e Signori,

Cari Amici,

Quando il fondatore della vostra comunità, Andrea Riccardi, mi ha proposto la firma di una convenzione per formalizzare questa cooperazione, che esiste già da molto tempo tra la comunità e le autorità francesi, ho subito dato il mio accordo di principio. Infatti, lo trovavo quasi naturale, tanto valuto il lavoro che fate, le vostre convinzioni, la forza del vostro impegno, e questo ormai già da mezzo secolo.

Da mezzo secolo, la comunità di Sant’Egidio ha sviluppato le sue attività e ha acquisito una reputazione di grande solidità che attinge la sua forza nella sua fede cristiana e nelle sue radici spirituali. La vostra ispirazione e l’energia dei vostri impegni sono noti, ma devo dire che – e l’ho osservato con molta soddisfazione – voi avete questa costante attenzione di andare al di là della comunità cattolica. Parlate e volete parlare e lavorare con tutti perché avete innanzi tutto una priorità. Questa priorità è essere al servizio dell’uomo e della pace, con una volontà ed una grande esigenza di difendere e di promuovere la dignità di ogni essere umano.

Signore e Signori,

Cari Amici,

Come non condividere quest’esigenza, nel momento in cui migliaia di migranti perdono la vita tentando di trovare una strada verso l’Europa, verso un destino più sicuro. Nel momento in cui l’Europa è sottoposta ad una pericolosa rimessa in discussione – è sottoposta ad un’ondata populista e semplificatrice – è tentata di chiudere le sue frontiere, lo fa talvolta, e di rinchiudersi in sé stessa.

Il vostro impegno è particolarmente salutare. Rende conto dell’ambizione della Francia di rimanere fedele ai suoi valori di libertà, di uguaglianza e di fraternità.

So che Papa Francesco si recherà al Cairo fra qualche giorno. Sua Santità ha tenuto a confermare questa visita, malgrado il rischio, la minaccia fisica e gli attentati di un’estrema violenza che hanno colpito la comunità cristiana copta al momento della domenica delle Palme. Malgrado ciò, voi siete qui per favorire questo dialogo, in particolare con l’imam dell’università al-Azhar. È vero che è molto importante mantenere il filo, mantenere il legame cercando di tentare, anche attraverso le vie più modeste e più umili – in ogni caso quelle vicine alla gente – di riallacciare i fili del dialogo e la prospettiva di una strada in comune.

È essenziale, non bisogna mai rinunciare. Non è facile, talvolta può essere scoraggiante e si ha voglia di arrendersi poiché è troppo duro e troppo pesante.

Ma voi siete qui, e desidero rendere omaggio alle vostre azioni a favore della pace, elogiare il vostro impegno in molte situazioni di crisi. Ieri eravate in Mozambico, oggi siete in Libia o nella Repubblica centrafricana in cui si sa che il dialogo è indispensabile. La riconciliazione è un’esigenza ma è necessaria.

Non dubito che Sant’Egidio continuerà ad avere un ruolo determinante quando un accordo politico potrà mettere fine alla guerra in Siria. Certo, non vi chiediamo di sostituire i governi e gli Stati che negoziano nelle istanze internazionali – o almeno che tentano di farlo – e che cercano di trovare una via per la pace. Ma, il vostro contributo al dialogo, alla riconciliazione, alla ricostruzione di un paese – soprattutto aiutando i siriani a farlo – superando l’odio che sfortunatamente si rafforza e che ogni giorno è un ulteriore argomento ai tentativi disperati dei terroristi per utilizzare la sofferenza e le frustrazioni. Questi figli che riuscite a recuperare sono di una forza essenziale.

Per tutte queste ragioni, mi rallegro di poter firmare oggi questa convenzione. Questa convenzione non crea la nostra collaborazione, che esiste già da molto tempo, ma le dà un carattere ufficiale e quasi solenne, le dà un ampio respiro. È in tutti i casi la mia volontà, una volontà condivisa con la vostra istituzione.

Per concludere, vorrei ricordare le parole di Papa Giovanni Paolo II che da sempre ha sostenuto la vostra azione. Era nel 1980 durante la sua prima visita in Francia, aveva evocato il motto della Repubblica francese: «Libertà, Uguaglianza Fraternità», in fondo queste sono delle idée cristiane aveva detto.

Su questi valori che sono quelli della Repubblica laica francese, noi ci ritroviamo, ne sono sicuro, al servizio di una stessa causa, quella della dignità dell’uomo.

Grazie del vostro lavoro, del vostro impegno e di essere qui per ufficializzare questa cooperazione./.

Fonte : nostra traduzione di http://basedoc.diplomatie.gouv.fr/vues/Kiosque/FranceDiplomatie/kiosque.php?fichier=bafr2017-04-18.html#Chapitre10

Ultime modifiche: 09/05/2017

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