Sala dei Fasti [fr]

Oggi ufficio dell’ambasciatore, questo salone costituiva la stanza di rappresentanza della famiglia, stanza centrale del piano nobile, aperto su piazza Farnese dalla loggia di Michelangelo. 
Il soffitto, probabilmente firmato dal Sangallo, sarebbe anche il più antico del palazzo.

La decorazione a affreschi della stanza, commissionata dal Cardinale Ranuccio all’artista fiorentino Salviati, è stata dipinta tra 1552 e 1558. Alla sua morte, Taddeo e Federico Zuccari la terminarono. Le grandi composizioni centrali, inquadrate da figure allegoriche, illustrano i fasti della famiglia Farnese. Lo schema di Salviati è concepito qui in modo simmetrico intorno alla glorificazione di due membri fondatori della famiglia.

Come nella stanza delle udienze del Palazzo Vecchio di Firenze, Salviati unisce architettura finta e scene storiche per servire uno scopo politico: esaltare la lealtà della famiglia Farnese nei confronti della Chiesa.

Di fronte al camino è rappresentato un archetipo dell’eroe Farnese, Ranuccio il Vecchio che, in capo alle sue truppe papali, ottiene le terre familiari 
(a sinistra Ranuccio riceve il bastone di comando del papa, a destra la vittoria delle truppe condotte dai Farnese sui Pisani).

La parete opposta è dedicata a Paolo III in apoteosi, seduto tra la Pace e la Prosperità. A destra, è stata identificata una scena del Concilio di Trento di cui il papa è il promotore. A sinistra, la Pace di Nizza (1538) mette in scena Carlo V e Francesco I.

Le scene rappresentate sulle altre due pareti sono attribuite ai fratelli Zuccari. Sotto, le figure antiche realizzate in trompe-l’oeil sono del XIX secolo.

Ultime modifiche: 19/12/2018

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