Salone d’Ercole [fr]

Questa stanza dalle dimensioni monumentali (18 metri di altezza) si eleva su due piani, in seguito alle modifiche intraprese da Michelangelo.
Le pareti rimaste senza decorazioni dovevano essere affrescate dai fratelli Carracci. Del progetto - mai realizzato - rimane solo una serie di busti degli imperatori inseriti nei medaglioni dorati. L’Ercole, copia della statua scolpita da Glicone, offre ormai il suo nome al salone. La statua si trovava esposta sotto le arcate del cortile d’onore e oggi è ospitata al Museo Archeologico di Napoli.

I tre arazzi tessuti nel XVII secolo presso la Manufattura dei Gobelins, secondo gli affreschi delle stanze di Raffaello al Vaticano, illustrano: l’Incendio del borgo, miracolosamente spento dal papa nella loggia, l’Incontro di Leone Magno con Attila, nel quale il papa Farnese si sostituisce all’autoglorificazione di Leone I, infine la Messa di Bolsena narra il miracolo all’origine della festa del Corpus Domini e della costruzione del Duomo di Orvieto.

Le due virtù allegoriche scolpite da Guglielmo della Porta, l’Abbondanza e la Carità, incorniciavano il monumento funebre di Paolo III a San Pietro. Esse furono riportate a Palazzo nel XVII secolo e incorniciano un camino di marmi policromi realizzato dal Vignola.

Ultime modifiche: 19/12/2018

Su della pagina